BIOGRAFIA

L'Uomo di Rame è dinamico, versatile, dalla grande capacità espressiva e di contaminazione. L'Uomo di Rame è duttile, malleabile e un ottimo conduttore. L'Uomo di Rame, proprio come il metallo che ne ispira il nome, vive del lampo creativo di una scossa elettrica e ne ispira la corsa, la velocità, il propagarsi verso l'infinito. L'Uomo di Rame ama la tensione, ma bisogna stare attenti: l'Uomo di Rame può dare la scossa.

Stefano Dall'Osso

1963

Stefano Dall'Osso nasce a Fermo il 20 novembre 1963.

1983

Ventidue anni dopo fa il suo ingresso nel mondo della luce e dà il via a una carriera fulminante: viene chiamato dalla Fael Luce di Agrate Brianza (MI) a sperimentare la nascita di un nuovo ruolo professionale, il consulente illuminotecnico. Trascorre i primi nove anni di attività nelle aziende leader del settore della produzione di apparecchi illuminanti, ricoprendo ruoli tecnici e di responsabilità.

1994

Tra il 1994 e il 1999 trasferisce il suo knowhow nel settore della distribuzione di materiale elettrico e illuminotecnico, dando il via a una febbrile attività di progettazione che lo accompagnerà lungo tutta la sua carriera.
Durante questi anni conquista grandi spazi di autonomia, dando vita a specifici e innovativi "comparti luce" e inaugurando avveniristiche "Light Division", idee che ne costruiranno la cifra professionale da mettere in campo nelle esperienze successive.
L'obiettivo è ormai diventato uno solo, e lo accompagnerà negli anni futuri: diffondere la cultura della luce.

2000

Nel 2000 intraprende la strada della libera professione come Lighting Designer: fonda l'omonimo studio di consulenza, progettazione e direzione lavori di impianti illuminotecnici e nel 2001 diventa membro dell'APIL Italia (Associazione Professionisti dell'Illuminazione).

2002

La progettazione illuminotecnica di Stefano Dall'Osso ormai spazia dagli interni, con le più diversificate destinazioni d'uso, agli spazi esterni, privati e pubblici.
Il 2002 rappresenta l'inizio di una nuova esperienza professionale e una grande svolta nella carriera: il design industriale.
Il mercato dell'illuminazione, seppur vasto e propositivo, non offre sempre apparecchi illuminanti adatti a specifiche esigenze del Lighting Designer. Per questo motivo, nel corso degli anni di professione, Stefano Dall'Osso sente sempre più la necessità di progettare, prototipare e realizzare apparecchi illuminanti unici, personalizzati. Il risultato di questa grande ricerca e professionalizzazione viene recepita da due importanti costruttori italiani: la ARES S.r.l. di Bernareggio (MB) e la QUATTROBI S.p.A. di Colnago (MI).

2003

Il 2003 è l'anno dell'espansione all'estero: Stefano Dall'Osso apre un ufficio a Malta e nel 2010 a Dubai, dove incontra la massima espressione del vero mercato della luce, sia per la ricchezza dei luoghi, sia per la continua crescita e il costante sviluppo del settore edile.
In terra maltese affronta progetti illuminotecnici di grande rilevanza artistica: nel 2006 si occupa dell'illuminazione della Co-Cattedrale di San Giovanni a La Valletta, dove è conservata una delle maggiori opere di Caravaggio, "La Decollazione" e nel 2007 illumina la Basilica di San Giorgio a Gozo, lavorando sulla necessità di nascondere le apparecchiature illuminanti in favore della perfetta fruizione delle opere d'arte.

2005

Un altro imponente progetto, di cui si attende la realizzazione, è quello del Waterfront di Valletta (2005): sede degli antichi magazzini portuali che dopo un lungo processo di recupero dell'area e di restauro, è divenuto oggi una della zone più attraenti di Malta con una elevata concentrazione di bar, negozi e ristoranti e attracco delle navi da crociera dell'arcipelago maltese.

2010

A Dubai Stefano Dall'Osso lavora su progetti imponenti: centri commerciali, sedi d'importanti società, edifici adibiti a zone residenziali e commerciali. Tra i più significativi, il Nagfa Mall di Al Ain City, negli Emirati Arabi Uniti, dove nel 2010 Dall'Osso e il suo team danno vita a un opera dalle spiccate tendenze comunicative, pur nel rispetto della gerarchia architettonica degli elementi che lo compongono. Sempre nel 2010, il team si occupa dell'illuminazione delle elaborate facciate del complesso della nuova sede dell'IPIC (International Petroleum Investment Company) ad Abu Dhabi, contraddistinguendola con un suggestivo gioco cromatico.

2011

A questi lavori seguono importanti progetti in Arabia Saudita: la "façade lighting" (illuminazione di facciata) dell'Olaya Tower di Riyadh (2011) e un progetto dalle caratteristiche certamente ambiziose: la sala di controllo delle operazioni della Saudi Aramco Ospas Center, uno spazio in totale assenza di luce naturale che ospita al suo interno il video wall più lungo nel settore petrolifero e del gas (67 m).
Una struttura decisamente problematica, una sfida che ha permesso a Stefano Dall'Osso di sperimentare soluzioni mai elaborate prima, in un'autentica impresa che ha messo il team di fronte a scelte illuminotecniche e stilistiche di pura avanguardia.
Nel settore del retail, tra le varie realizzazioni, Stefano Dall'Osso sviluppa soluzioni illuminotecniche prima per gli spazi commerciali di Bata e poi per i negozi Loro Piana, il brand italiano di fama mondiale nel settore dell'abbigliamento di lusso.

2013

Nel 2013 l’attenzione si sposta sulla Svizzera in cui Stefano vede una realtà fiorente e in continua crescita, ma dove la professione di Lighting Designer sembra essere totalmente assente. Con la convinzione che questa figura professionale possa trovare terreno fertile una volta introdotta nell’ambiente, Stefano decide di fondare la SPLD (Swiss Professional Lighting Design) SA per diffondere la cultura della luce, facendo apprezzare alle persone i benefici di una corretta illuminazione e rendendo unici gli spazi privati e collettivi attraverso l’uso di un potente materiale per l’architettura: la luce.
In Svizzera, oltre ad occuparsi di progetti pubblici come la parte bassa di Viale Stazione a Bellinzona e la Stazione di Lugano, si è occupato di interni come il Casinò di Lugano, per il quale ha ideato anche degli apparecchi illuminanti custom, la Banca Raiffeisen e la Banca Corner, che hanno richiesto massima attenzione e scrupolosità nel rispettare gli standard normativi per l’illuminazione degli ambienti di lavoro interni e i parametri stabiliti dalla Minergie per gli edifici eco-sostenibili.
Ad oggi, oltre a guidare i professionisti di SPLD a Lugano, Stefano è membro APIL Italia (Associazione Professionisti dell’Illuminazione), membro IESNA (Illuminating Engineering Society of North America) e professionista accreditato Q Light da Cielo Buio per il coordinamento della protezione del cielo notturno.
Inoltre, ha maturato numerose esperienze in ambito accademico: è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata ed è stato docente al Centro Sperimentale di Design Poliarte di Ancona e alla Lighting Academy “La Sfacciata” di Firenze.

Stefano Dall'Osso ha dato vita in questi anni a una carriera sorprendente e entusiasmante, spaziando dalle consulenze all'insegnamento, dai progetti industriali alle soluzioni artistiche, percorrendo la difficile strada dello sviluppo comunicativo basato sull'utilizzo della luce, sperimentando e innovando.
Una carriera dalla forte impronta emotiva che ne ha decretato il successo personale internazionale, portando il pubblico e gli addetti ai lavori a pensare a lui come un professionista dall'amore viscerale per la materia prima con cui lavora.
E' così che è nata la fama dell'Uomo di Rame.

POESIA DELLA LUCE

Plasmare il mondo secondo una nuova sensibilità, costruire visioni che tocchino le emozioni più nascoste e giocare con l'animo del proprio pubblico è un'arte raffinata e complessa, consegnata nelle mani di pochi e talentuosi poeti. Ma se al poeta togliessimo le parole e gli regalassimo un altro strumento, altrettanto magico e potente, con il quale modellare il mondo e regalare sensazioni? Se all'armonia delle parole, alla loro magia e capacità di evocazione sostituissimo la materia più duttile da plasmare che la natura ha donato, più fluida dell'acqua e più impalpabile dell'aria e chiedessimo al poeta di disegnarci un mondo ricco ed emozionante, lasciandoci a bocca aperta, cosa succederebbe? Se al poeta consegnassimo la luce, dove ci porterebbe la sua arte? Ebbene, il poeta diventerebbe un Lighting Designer.

Stefano Dall'Osso

Creare atmosfere, suscitare emozioni, rendere accoglienti e vivibili gli spazi personali e collettivi attraverso competenze tecniche e culturali, utilizzare materiali che mescolano tecnologia e design, funzionalità e immagine sono soltanto alcune dei prodigi a cui è chiamato il Lighting Designer, artista del progresso e interprete attento della contemporaneità.
Tanto la poesia, quanto la luce, a un primo impatto mostrano di sé il lato estetico e artistico lasciando il pubblico nella contemplazione, mettendolo spesso in discussione con emozioni vere, contrastanti.
La realtà del poeta ci racconta invece di un immenso lavoro pregresso, uno studio meticoloso di rime, assonanze, figure retoriche e studi stilistici, che nel caso del Lighting Designer diventano analisi tecniche dei livelli di luminanza e illuminamento, calcolo del consumo energetico, studio e prova di materiali.
Saper scrivere significa riuscire a portare il lettore dentro mondi immaginari, saper illuminare significa rendere uno spazio emotivamente coinvolgente.
Suggerire nuove letture dello spazio e del tempo, per trasformare l'esistente in una scenografia attenta della rappresentazione del costruito, in cui l'osservatore è spettatore e attore in una interazione sensoriale con l'ambiente: questo è il compito del poeta Lighting Designer, un lavoro d'armonizzazione fra esistente e irrazionale, fra progettazione, contaminazione e rispetto per lo spazio.